Questa è la lettera che il sig. Giuliano Cazzola ha inviato alla rubrica "Dalla tua parte", di Gaia Giorgetti, pubblicata sul Corriere di Bologna di martedì 22 settembre 2009, p. 9. In calce la risposta della giornalista e, a seguire, la mia.. e-mail della rubrica, per chi volesse metterla a parte di uleriori punti di vista: gaia.giorgetti@alice.it (non è violazione della privacy, è la mail pubblicata sul Corriere)

Dalla tua parte, di Gaia Giorgetti

BAMBINI IN CORTEO UNA BRUTTA SCENA
Igiornali di sabato scorso pubbli­cavano in bella vista foto di bambini delle elementari che partecipavano alla manifesta­zione promossa dai loro insegnanti, brandendo gioiosamente cartelli con scritte contro il governo e il ministro Gelmini. Quelle immagini — mi per­doni — hanno risvegliato nella mia memoria altre foto d’epoca dove bam­bini di quella stessa età sfilavano in camicia nera, bandoliere e fez, con un fuciletto di latta a tracolla.

Chi strumentalizza per i propri in­teressi delle persone ancora sprovvi­ste di quel libero arbitrio su cui si fonda la dignità degli esseri umani è soltanto un pedofilo che abusa del­l’intelletto dei bimbi che gli sono affi­dati. È vile al pari di chi violenta i minori nel corpo. E in tal guisa an­drebbe punito.

Giuliano Cazzola

deputato del PdL


[risposta di Gaia Giorgetti]
Gentile signor Cazzola,

Grazie a questi tempi che ci hanno donato quel bel lasciapassare che è la trasversalità, mi posso permettere di dichiararmi apertamente e assoluta­mente d’accordo con lei. Che si porti­no bambini a inneggiare contro la Gel­mini o che li si fossero portati a fi­schiare Fioroni quando restaurò gli esami di
riparazione, non fa differen­za. I bambini vanno lasciati a scuola a godersi la loro età, le loro illusioni, i loro sogni. Bisogna insegnare loro l’italiano, la matematica e la storia, ma ancora di più bisogna insegnare lo­ro a innamorarsi del sapere e della vi­ta.

Punto e basta. La sua lettera è di quelle che mi infiammano, perché non vi è nulla di più sacrilego che usa­re i bambini. E il sacro cui mi appello è l’essere uomo. Non si spiega a un bambino che il tal ministro ha sbaglia­to, anche se il tal ministro ha sbaglia­to veramente e ci sono le prove. E non lo
si fa perché il bambino è affidato agli educatori e lui dei suoi educatori si fida. Pertanto devono essere costo­ro, i grandi della situazione, a risolve­re le loro problematiche (con un presi­de, con il collega e pure con il mini­stro) tentando di tornare in classe con la migliore soluzione possibile, di mo­do che
i loro alunni, cioè i bambini, possano continuare a fidarsi non solo di lui, insegnante, ma della scuola che, a quella età, insieme alla famiglia rappresenta il mondo. Le battaglie fac­ciamole noi, adulti anche giovanissi­mi, i bambini vanno tenuti lontani dal­la guerra. Esistono parole che ferisco­no
più delle spade, atteggiamenti che sconquassano come le bombe. Lei giu­stamente parla di libero arbitrio, esat­tamente quel grado di coscienza verso al quale noi grandi abbiamo il dovere di accompagnare i nostri figli. Impor­re loro il nostro pensiero di parte è un atto violento e come tale va stigmatiz­zato.
Difendiamo tutto in questo mon­do. Anche i perseguitati in amore. Ben venga il reato di stalking. Eppure, pro­vare a difendere il diritto dei bambini a sviluppare la loro libera coscienza sa­rebbe una gran bella battaglia in Parla­mento. Tocca anche a lei.

[Replica mia]

Gentile signor Cazzola, gentile signora Giorgetti,
da persona adulta e dotata di libero arbitrio, trovo intollerabili le parole che rivolgete ai genitori scesi in piazza con i propri figli. Non è troppo, per un comune mortale, arrogarsi il diritto di stabilire quali siano i valori da trasmettere agli adulti di domani e quali no? Farei attenzione a definire mamme e papà che insegnano ai loro bambini, nel rispetto delle regole, a difendere e amare la loro scuola “pedofili che abusano dell’intelletto, vili al pari di chi violenta i minori nel corpo e in tal guisa da punirsi”, perché discende, da tale presupposto, che le stesse parole vadano attribuite a chi difende valori altri, a chi porta i figli in processione la Domenica delle Palme col ramo d’ulivo da sventolare: non imponiamo anche in questo modo “un pensiero di parte attraverso un atto violento da stigmatizzare”? Queste parole sì, ricordano i modi del ventennio a voi evocato dai bambini che giocano in piazza. Li trattate alla stregua di novelli Candide dall’animo immacolato e privo di condizionamenti esterni. Ma non c’è Pangloss o maestro unico che tenga, il loro libero arbitrio crescerà attraverso l’esperienza e l’incontro delle tante verità esistenti. Che siano condivise o solo tollerate. Il buon selvaggio resta mito. Noi, coi piedi ben piantati per terra, piedi grandi e piccoli, continueremo a camminare insieme, senza marce e senza gagliardetti, ma con diritti usurpati da difendere. E con la forza delle nostre idee.

Cristiana Scappini

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Risposte a questa discussione

devo dire che mi è stato difficile rispondere a quanto scritto da Cazzola... trasuda veramente rabbia e veleno...

sta diventando sempre più difficile ogni minimo segno di "dissenso"
alla fine ho inviato questo commento:

Onorevole Cazzola, gentile signora Giorgetti,

Resto ancora una volta “stupito” e “offeso” (come genitore) da quanto leggo nella lettera dell’onorevole Giuliano Cazzola, deputato PDL, apparsa sul Corriere di Bologna del 22 settembre u.s. nella rubrica “Dalla tua parte” curata da Gaia Giorgetti e nel relativo commento.

Leggo in particolare che L’on. Cazzola, in relazione alle foto della manifestazione svoltasi venerdì 18 a Bologna, afferma che la visione di bambini che manifestano gli evoca quelli che “….. sfilavano in camicia nera ….”

E ancor peggio che chi li “strumentalizza …. è solo un pedofilo…”


Ora, in qualità di genitore presente (insieme “con” tutta la famiglia, figlia compresa) vorrei far presente a lorsignori che tali affermazioni, oltre che false, risultano fortemente offensive.
Strumentalizzare vuol dire “usare” qualcuno (in specie i bambini) per i propri fini, per i propri “scopi”, siano essi propagandistici o sessuali (per citare i punti dell’on. Cazzola), infatti le sfilate in “camicia nera” erano “imposte” per dar lustro alla dittatura, mentre il pedofilo si impone per soddisfare sé stesso.
In tutti questi esempi il bambino resta una figura “passiva” che “subisce” il volere degli adulti da cui viene “pilotato”.

Caro Onorevole e cara sig.ra Giorgetti, vi posso assicurare che i bambini (questo forse vi stupirà) sono persone pensanti… il loro pensiero è in via di formazione e, attraverso il “dialogo” e la “partecipazione” (strane parole vero?) cresce e si arricchisce.
I nostri figli NON partecipano a manifestazioni per “dovere”, per “obbligo” o per nostro “godimento”…. Loro partecipano perché dei problemi della scuola (come di altri) se ne parla insieme, con le giuste parole…. ma senza nascondere quello che è e sarà la vita, ovvero un continuo confronto di idee diverse e opinioni diverse.

Questa, cari signori, è la “democrazia” e nulla ha a che vedere con quanto espresso dall’on. Cazzola, posso capire che Lui abbia opinioni “diverse” dalle mie (o dalle “nostre) ma il ricorrere ai termini sopracitati è solo una offesa gratuita dettata da una completa “ignoranza delle cose” (ma non credo)… o da “malafede”, forse per attribuire ad “altri” quelle cose che sono ben presenti nelle nostre attuali compagini governative, dove veramente esistono nostalgie di “marce” ed esempi molto vicini alla “pedofilia”

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..vorrei che qualcuno mi spiegasse perché i bambini che difendono la scuola
pubblica in piazza sono bambini strumentalizzati, mentre quelli che difendono
nella stessa piazza la scuola privata cattolica (vedi il prossimo materna day)
non lo sono. anzi. bah. devo smetterla di leggere i giornali, mi fa male.

buona giornata,

giovedì 24 settembre, cristiana

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Come persona e come genitore sono indignata e offesa dalla lettera del Sig. Cazzola, tanto più che a quella e a tante altre manifestazioni degli ultimi anni a difesa della scuola pubblica ho preso parte, assieme al mio compagno e a nostra figlia, ma ancor di più mi indigna il fatto che una lettera dai toni violenti come questa possa essere accolta e pubblicata da un qualsiasi giornalista e da un qualsiasi editore.

Al di là delle accuse di pedofilia e ai rimandi a bambini in camicia nera, che trovo deliranti e passibili di querela, trovo inaccettabili le accuse di strumentalizzazione nei confronti dei bambini.
Io penso che in quanto persone ogni giorno, in ogni momento ed in ogni azione della nostra vita compiamo delle scelte, grandi o piccole che siano, e quando siamo genitori le nostre scelte influiscono inevitabilmente anche nostri figli.
Quando iscrivo mia figlia ad una scuola piuttosto che a un'altra, quando la porto a vedere un film piuttosto che un'altro, quando le metto del cibo nel piatto, in ogni azione che faccio opero una scelta, consapevole o meno, che può essere dettata da miliardi di motivazioni, etiche, morali, politiche, economiche, affettive ecc... ma resta comunque una scelta, e di questa me ne assumo tutte le responsabilità.
Io non mi arrogo il diritto di sindacare su ciò che il Sig. Cazzola o la Sig.ra Giorgetti mettono nel piatto dei propri figli, gradirei che loro non si arrogassero quello di giudicare me quando porto mia figlia ad una manifestazione, si può civilmente discutere sul perchè, sulle modalità e sulla coscienza o meno che mia figlia può avere delle scelte che faccio per lei (ma temo che ai signori in questione interessi poco), ma non accetto aggressioni gratuite dai toni così lividi.

Vorrei infine rispondere alla Sig.ra Giorgetti quando ci "insegna" che:
"non si spiega a un bambino che il tal ministro ha sbaglia­to, anche se il tal ministro ha sbaglia­to veramente e ci sono le prove. E non lo si fa perché il bambino è affidato agli educatori e lui dei suoi educatori si fida"
E quando dice:
"Impor­re loro il nostro pensiero di parte è un atto violento e come tale va stigmatiz­zato"

Tra le mie scelte c'è quella di non nascondere a mia figlia che il tal ministro ha sbagliato, se secondo me ha sbagliato, altrimenti come potrebbe fidarsi di me? Come potrebbe formarsi uno spirito critico se capisse che le persone di riferimento non ce l'hanno o glielo nascondono? Ma questa è una mia scelta e finchè resta nel rispetto delle regole pretendo che venga rispettata.

Il pensiero e le azioni di ognuno di noi sono sempre di parte, nel senso che (per fortuna) non coincidono con quelli di tutti, è di parte il mio pensiero come è di parte il suo, il mio pensiero influirà inevitabilmente sulla crescita di mai figlia, il suo farà altrettando sui suoi figli, su questo punto temo che non ci sia via di scampo.

Paola Falini

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..e ancora: se il bambino è affidato ai suoi educatori e dei suoi educatori si fida, non glielo devi spiegare che è stato ingiusto da parte del ministro (e chi per lei) accusarli d'essere cattivi maestri? Non devi batterti perché non vengano ingiustamente trasferiti d'ufficio?? perché non subiscano punizioni senza motivo che vanno a nuocere a loro, come persone, e ai bambini stessi, che ne subiscono le conseguenze? bah

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Bah.. io credo sia veramente inutile spiegare e portare le nostre ragioni, che sono tante valide e sacrosante...ecc..Qui stiamo parlando di personaggi biechi. Se penso alle esternazioni di Brunetta sulla cultura e il cinema , a quelle del nostro amato premier sui giornalisti e a tutta la giostra a cui siamo assistendo negli utlimi giorni. veramente io credo che ci illudiamo se crediamo di far capire loro le nostre ragioni o forse sono io pessimista non so... . Credo sia più fruttuoso ragionare quale sia la contro azione in termini di efficacia, per mettere dei paletti oltre i quali per favore non si può andare. Allora forse ha ragione giancarlo: sto cazzola qua ha il diritto di pensare le scempiaggini che vuole e la giorgetti ha il diritto di proporre la suo "miserabile punto di vista" (cito giancarlo): Però mi chiedo perchè mai debbano finire su un giornale ..

maria





cristiana scappini ha detto:
..e ancora: se il bambino è affidato ai suoi educatori e dei suoi educatori si fida, non glielo devi spiegare che è stato ingiusto da parte del ministro (e chi per lei) accusarli d'essere cattivi maestri? Non devi batterti perché non vengano ingiustamente trasferiti d'ufficio?? perché non subiscano punizioni senza motivo che vanno a nuocere a loro, come persone, e ai bambini stessi, che ne subiscono le conseguenze? bah

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Carissimi,
non so quanti di voi hanno avuto la fortuna/sfortuna di andare per vacanza o per lavoro all'estero negli ultimi tempi. Beh! Il ritorno è deprimente, realmente deprimente, lo sapete bene. Le parole di Cazzola e la risposta insopportabilmente retorica, fintamente perbenista e malevola della Giorgetti, che ci risparmia comunque l'epiteto di "pedofili" sono indicative di questo nuovo tipo di fascismo strisciante. Il "terzismo" ipocrita del Corriere della Sera mi sembra ancora più grave e disarmante degli attacchi beceri dei forzisti.
Giovanni Cristani
III A

P.S. Aderisco (insieme a mia moglie, Monica Vaccari, III A) all'eventuale querela nei cfr. di Cazzola e c. ("Pe... sarà lui e il suo capo", ma si sa, lo stravolgimento della realtà è proprio di tutti i totalitarismi). Noto che evidentemente per gli iscritti al comitato la mail, e non il forum resta la via più praticabile, però almeno io non vorrei contribuire ad appesantire la casella di chi, magari, è un po' meno interessato al tema.
Un caro saluto

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Giusto e corretto continuare la discussione qui, anche se forse, come dice Giovanni, la mail è la via più facile ma a qualcuno potrebbe disturbare, comunque proviamoci.
Chiaro che adersico anche io all'iniziativa della querela, chissà se Ifigenia, che mi pare stesse componendo la lista, passa di qua.
Ritengo però corretto coinvolgere nell'iniziativa tutto il comitato delle Scuole Bolognesi (e mi pare che si stia muovendo Annamaria in questo senso) perchè sono certa che le adesioni non verrano solo da Longhena, ad esempio ieri parlavo con due amici "non-Longhena" presenti alla manifestazione di venerdì che si sino detti disponibili ad aderire, ma purtroppo non avevano ancora avuto nessuna notizia della cosa.

Paola Falini

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di seguito quanto inviato alla Signora Giorgetti
Anna Maria

Un breve soggiorno a Berlino per lavoro mi ha dato l'opportunità di conoscere la realtà scolastica (in minima parte) di una delle più fervide città europee. Alle 8 del mattino ero in fila con ragazze e ragazzi per poter visitare il Reichstag/Bundestag; durante l'attesa (1 ora di civilissima fila) si leggeva l'opuscolo che illustrava il lavoro del Parlamento Tedesco. Le ragazze e i ragazzi commentavano con i loro insegnanti. Poi mi sono recata alla Topographie des terrors, dove una magnifica mostra fotografica all'aperto ci ricorda con estrema chiarezza gli orrori delle guerre e delle tirannie. Anche li ragazze e ragazzi con gli occhi rossi, colmi di commozione per quel che accaduto.
Questo per sottolineare che, Onorevole Cazzola e Signora Giorgetti, quello che comunemente si chiama "politica" fa parte della vita di ogni cittadino, piccolo o adulto che sia, e che solo la consapevolezza della conoscenza può permettere al cittadino, piccolo o adulto che sia, di comprendere il mondo che lo circonda. I nostri piccoli cittadini partecipano alle manifestazioni di protesta contro lo smantellamento della loro scuola con il loro senso politico, piccino come le loro menti, che solo in questo modo, a mio avviso, potranno divenire grandi menti, aperti al dialogo, al confronto e alla comprensione. Nella loro vita si troveranno ad affrontare persone che saranno in disaccordo con i loro pensieri, ma, ne sono certa, con i nostri insegnamenti e con quelli dei loro insegnanti, sapranno affrontare le difficoltà e le diversità di opinione. Perchè cresciuti nel rispetto degli altri.
I piccoli balilla, evocati dall'Onorevole e dalla Signora, loro si che mi sembrano strumentalizzati, ancora anche oggi, a più di 60 anni dalla guerra che ha decimato generazioni di piccole menti, nel corpo e nello spirito.
Sinceramente io non mi sento molto offesa, perchè « Fama di loro il mondo esser non lassa;misericordia e giustizia li sdegna:non ragioniam di lor, ma guarda e passa. » (canto III dell'Inferno). Quello che mi amareggia è l'offesa che possono aver provato le bambine e i bambini un tempo balilla, ora nonne e nonni, chissà, magari anche loro presenti alle manifestazioni insieme ai loro nipoti.

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dimenticavo di comunicarvi che ieri anch'io ho spedito una lettera personale al Corriere:

Gaia Giorgetti
p.c. Direttore Corriere Bologna



Sono il papà di una bambina che frequenta quest’anno la seconda elementare alla scuola Longhena.
Ho manifestato il mio dissenso nei confronti dei provvedimenti della Ministra Gelmini partecipando a molte iniziative, non ultima quella di venerdì e sabato scorsi. Devo confessare che l’ho fatto sempre in compagnia della mia giovane bambina. E naturalmente continuerò a farlo. Ora che il signor Cazzola dica e pensi liberamente le cose che ha scritto non mi stupisce più di tanto, abbiamo imparato a conoscerlo nella recente campagna elettorale che lo ha visto abbondantemente sconfitto. Non merita neppure una risposta, tutt’al più una querela. Decisamente più singolari sono le considerazioni dell’opinionista del Corriere che inizia la sua risposta alle velenose parole di Cazzola in questo modo: “dalla tua parte” . Dalla tua parte??
Auguri, è tornato il Corriere degli anni 20, il Corriere che vedeva in Mussolini una buona soluzione per i problemi dell’Italia di quel tempo. Come andò a finire, lo sappiamo tutti. Attendiamo con impazienza editoriali sul culturame, l’antiitalianità e il complotto demoplutogiudaico guidato dai genitori, gli alunni e i maestri.
Con profondo rammarico
Giancarlo Vitali

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